Chinese Diary – July (1)

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New pages on Friday… probably next Friday. The end is approaching… but there’s so much more to see (maybe just because I had waaay more free time to write in my last China month!

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Li Bai – A me il vino!

將進酒

君不見,黃河之水天上來,奔流到海不復回;
君不見,高堂明鏡悲白髮,朝如青絲暮成雪。
人生得意須盡歡,莫使金樽空對月。
天生我材必有用,千金散盡還復來。
烹羊宰牛且為樂,會須一飲三百杯。
岑夫子,丹丘生,將進酒,君莫停。
與君歌一曲,請君為我傾耳聽。
鐘鼓饌玉不足貴,但願長醉不復醒。
古來聖賢皆寂寞,唯有飲者留其名。
陳王昔時宴平樂,斗酒十千恣欢谑。
主人何為言少錢,徑須沽取對君酌。
五花馬,千金裘,呼兒將出換美酒,
與爾同銷萬古愁。

 

A me il vino!

Non vedi,
le acque del Fiume Giallo
vengono dal cielo, verso l’oceano
scorrono, per non tornare mai più.

Non vedi,
lucenti specchi nella sala maestosa
piangono i capelli bianchi,
fili di seta all’alba, neve al tramonto.

Nella vita ci saranno successi:
si goda la massima gioia,
mai si lasci una brocca d’oro
vuota di fronte alla luna.

Ciò che il Cielo mi ha dato
deve pur avere uno scopo
migliaia di monete spese
possono sempre tornare.

Gusteremo montone bollito e carne di bue,
per un attimo saremo felici
berremo in una sola volta
trecento coppe di vino.

Maestro Cen, amico Danqiu,
fate portare il vino, non fermatevi!
Vi canterò una canzone,
vi prego, porgetemi ascolto.

Ricchezze, tamburi, leccornie, giade,
non contano nulla,
solo anelo all’ebbrezza
non voglio riprendermi mai.

Gli antichi saggi e i virtuosi
erano sempre soli, isolati,
soltanto chi beve
lascia il proprio ricordo al mondo!

Il principe di Chen in passato
faceva banchetti a Pingle,
scorreva vino a galloni,
ci si abbandonava alla gioia.

Ospite, perché ancora dici
di non aver denaro?
Presto, compra altro vino,
e io verserò da bere!

Ecco, la mia pelle di cavallo pezzato
e la mia sacca preziosa
chiamate il ragazzo
ché le scambi col miglior vino
dimenticheremo insieme
questa eterna amarezza.

 

La traduzione è mia, eseguita durante il corso di Filologia Cinese del prof. Pietro De Laurentis (A.A. 2013/2014) all’Orientale di Napoli, poi rivista. Anche il disegno è mio.

Note, personaggi e luoghi citati

Nella riproduzione manoscritta al posto di qing si 青絲 (fili di seta scuri) troviamo qing yun 青雲 (nuvole chiare o azzurre), che darebbe una diversa interpretazione alla poesia, sostituendo alla contrapposizione legata al colore della seta e della neve quella legata alla serenità del tempo all’alba, che diventa gelida al tramonto, con la tormenta di neve.

Cen Shen 岑參 (715–770 circa). Originario di Jiyang 棘陽 (a nordest di Xinye, Henan, in epoca Sui) nel Dengzhou 鄧州. Poeta Tang che eccelleva nella poesia militare in sette sillabe. Historical Dictionary of Medieval China, pag. 74.

Yuan Danqiu 元丹丘 era amico di Li Bai. Entrambi studiavano le tecniche dell’immortalità e per un periodo si ritirarono sul monte Song 嵩山 nella provincia dello Henan. Si veda nota introduttiva alla poesia Yuan Danqiu ge 元丹丘 歌 in Li Bai quanji jiaozhu huishi jiping volume 2, pag. 1032. 59

Principe di Chen: Cao Zhi 曹植 (192–232), principe Chensi 陳思王; nome zi 字 Zijian 子建. Terzo figlio di Cao Cao, poeta, scrive soprattutto poesie in cinque caratteri; la sua rapsodia più famosa si intitola “Luoshen fu” 洛神賦, ovvero ”Rapsodia sulla dea del fiume Luo”. Historical Dictionary of Medieval China, pag. 74. 

Pingle 平樂, nome di una sala riservata ai divertimenti degli imperatori, resa famosa nelle opere dello stesso Cao Zhi. Hanyu da cidian, 2.943.

Nota bibliografica           

La poesia si trova in Li Bai jijiao zhu, juan 3, pag. 225. / Li Bai quanji jiaozhu huishi jiping, vol. 1, juan 3, pag. 358. / Li Taibai quanji, juan 3, pag. 179. / Tangren xuan Tangshi, juan 3, pag. 57.

La poesia qiang jin jiu 將進 酒 nella riproduzione del manoscritto (Pelliot Chinois 2567, poesia numero 36) compare con il titolo di Xi zun kong 惜罇空, “Monito a non lasciare la brocca vuota”. In realtà Qiang jin jiu è il titolo di uno yuefu 樂府. Lo yuefu originariamente era il nome dell’ufficio della musica istituito dall’imperatore Wudi 武帝degli Han intorno al 120 a.C. Scopo di tale ufficio era di provvedere ai testi, alla musica e all’orchestrazione di brani occasionali per cerimonie. Più precisamente si tratterebbe del titolo di una naoge 铙歌, canzoni cantate dai soldati durante le loro campagne. (Li Bai quanji jiaozhu huishi jiping, pag. 357) Invece per quanto riguarda il titolo del manoscritto “Monito a non lasciare la brocca vuota”, può essere un altro titolo trasmesso oppure essere stato aggiunto dal copista, basandosi sul contenuto della poesia stessa.

 

Altre poesie di Li Bai:

Li Bai – Bevendo sotto la luna, solo con la mia ombra

Li Bai – Rispondendo in montagna alla domanda di un sempliciotto